L’Ads in tempo di crisi

Marisa ha il tutore, Tino l’amministratore di sostegno, lo stesso per entrambi, il Sindaco ovviamente: chi se ne poteva prendere carico altrimenti? Vivono, o meglio vivevano in un piccolo comune lodigiano, perché ora sono entrambi in strutture protette: in una residenza per anziani il padre e in un appartamento protetto la figlia. L’amministrazione comunale, oltre che per dovere, si occupa da anni di questa famiglia, con grande attenzione e delicatezza. Ora chiede aiuto: la pronta risposta dello sportello del Progetto Ads del Lodigiano con i suoi volontari.

Marisa ha il tutore, Tino l'amministratore di sostegno, lo stesso per entrambi, il Sindaco ovviamente, chi se ne poteva prendere carico altrimenti? Vivono, o meglio vivevano in un piccolo comune lodigiano, perché ora sono entrambi in strutture protette: in una residenza per anziani il padre e in un appartamento protetto la figlia.

Lei ha una storia lunghissima di disagio psichico e una diagnosi pesante come il piombo:schizofrenia: cps, comunità, ricoveri in spdc, appartamenti protetti.....ha provato tutta la gamma degli aiuti possibili e il tutore da anni la affianca nelle sue scelte di vita, della collocazione abitativa, nel disbrigo di tutti gli adempimenti burocratici, nella quotidiana gestione del denaro....nell'acquisto delle sigarette.
Lui è un lavoratore, un padre di famiglia, vedovo, allettato con la peg, non sempre lucido, una figlia che appare spesso come un fardello da portarsi appresso, una seconda figlia sposata ma con una gamma di altri problemi da gestire che non le permettono di assumersi anche questo gravoso compito.

Il Sindaco, che ovviamente non fa solo il Sindaco, ma ha un altro lavoro, delega alle impiegate molto sensibili degli uffici comunali la gestione amministrativa di queste due persone così fragili, ma quando una di esse va in maternità (evento lietissimo), crolla inevitabilmente il castello organizzativo che è stato ordito in modo tanto egregio.

Come fare? Chi se ne potrà prendere carico? In tempo di crisi le sostituzioni non esistono più! E allora ecco apparire all'orizzonte la soluzione: lo sportello Ads che promette (e mantiene) la possibilità di reperire volontari che si facciano carico della gestione di queste persone già così provate dall'esistenza, persone che sono desiderose di mettersi fianco a fianco degli ultimi per offrire loro conforto, vicinanza e aiuto iniziando dal disbrigo di tutte quelle pratiche che per loro sono come la scalata di una montagna: dal pagamento di una retta, al pagamento della badante passando per l'IMU, la TARSU, e altri di simili e incomprensibili acronimi. Occasioni anche di prossimità per creare relazioni tra persone.

Così dopo aver avuto un denso incontro con il Sindaco e con l'impiegata amministrativa, mi adopero per attuare la fase di ricerca dei volontari che possano assumere, in delega, la gestione di questi due casi così chiaramente bisognosi di tutto.

Il progetto, nel corso delle due precedenti annualità, attraverso la formazione di cittadini interessati al tema della protezione giuridica, è andato via via costruendo un abbozzo elenco di Ads volontari da coinvolgere nei casi in cui i familiari delle persone fragili non possono o non è opportuno che si occupino del loro congiunto, e dunque per andare ad alleggerire gli impegni degli Enti Locali già costretti a funambolici espedienti per far quadrare il cerchio.

I volontari debitamente formati, hanno espresso la loro preferenza verso una o più aree della fragilità (disabili, anziani, persone con disagio mentale, adulti con dipendenze) e dopo un colloquio motivazionale possono essere contattati dal referente del progetto per poter verificare la disponibilità ad assumere il ruolo di Ads (o di tutore in alcuni casi).

Così anche in questo caso ho individuato due signore, che hanno preso parte alla formazione, vicine per territorio alle due persone fragili, in modo da poter offrire loro anche una presenza reale nelle loro vite.

L'una, per la figlia, con esperienza di ads e un impiego nel sociale, l'altra per il padre, senza esperienza specifica come ads ma con esperienza trentennale nel mondo del volontariato.

Ora che i passaggi burocratici si sono compiuti, che il Sindaco ha conosciuto le volontarie, resta la parte più emozionante, quella più umana e coinvolgente, che dà valore al mio operare, quella della conoscenza, degli incontri di sguardi, della costruzione della reciproca fiducia, quella delle persone vere accanto alle persone vere.

Non sarò fisicamente presente, ma sarò lì con il cuore.

Ads si può .......anche in tempo di crisi!

Silvia Bozzini - referente operativo progetto Ads di Lodi

 

 

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